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#scattaErasmus: concorso digitale dell’Agenzia Indire

Mancano poche settimane alla conclusione del programma Erasmus+, che dal 2014 ha accompagnato migliaia di europei in esperienze di mobilità e di cooperazione e a partire da gennaio 2021 prenderà il via il nuovo programma, che si svilupperà sui prossimi 7 anni. Per l’occasione l’Agenzia Erasmus+ Indire lancia un nuovo concorso rivolto a tutta la community Erasmus!

#scattaErasmus è un contest fotografico che partirà ufficialmente il 1° dicembre 2020, assieme all’apertura del nuovo profilo Instagram dell’Agenzia: @Erasmus_Indire

Nel frattempo, si invitano tutti i protagonisti che in questi anni hanno realizzato attività in Erasmus, ma anche nella community delle scuole eTwinning o grazie alla piattaforma per l’educazione degli adulti Epale, a selezionare un’immagine significativa della propria esperienza per partecipare al contest, a partire dal 1° dicembre!

Può essere un momento particolare di una mobilità per studio, l’arrivo in una nuova città europea, gli incontri di progetto durante i partenariati strategici, uno scatto durante un tirocinio ma anche un laboratorio in classe o un workshop di educazione per gli adulti.

 

 

Sovvenzioni di viaggio per giovani dai 16 ai 21 anni!

La Fondazione Zis invita giovani di tutte le nazionalità tra i 16 e i 21 anni a richiedere una sovvenzione di 700 euro per un viaggio di studio auto-gestito in un paese straniero.

Chi può presentare domanda
- giovani tra i 16 e i 21 anni (non compiuti);
- di tutte le nazionalità;
- non ancora iscritto all'università.

Condizioni generali
- ricercare un tema per il viaggio (scelto dal partecipante);
- viaggiare da solo;
- il viaggio deve essere pagato solamente con la sovvenzione (700 euro);
- la durata deve essere di almeno quattro settimane;
- il viaggio deve svolgersi in un paese straniero;
- non è consentito il trasporto in aereo;
- non saranno sponsorizzati i viaggi nelle regioni di guerra o in cui vi sono violenti conflitti etnici.

Ogni partecipante avrà un consulente personale (tutor) che aiuterà ad organizzare il viaggio via e-mail. I partecipanti devono consegnare un rapporto (almeno 8000 parole), un diario e una dichiarazione entro tre mesi dal rientro, in tedesco o inglese.

Come presentare la candidatura
- i candidati devono compilare il modulo di domanda;
-ai genitori viene richiesto di compilare un modulo di consenso (anche se il candidato ha raggiunto la maggiore età).

Scadenza: 15 febbraio 2021.

 

L’UE al G20: uniti per affrontare le principali...

Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, hanno rappresentato l'UE al 15° vertice dei leader del G20 ospitato dall'Arabia Saudita il 21-22 novembre 2020.

I leader del G20 si sono incontrati in forma virtuale per affrontare il modo in cui affrontare insieme la pandemia COVID-19 in corso, finanziare lo sviluppo e il dispiegamento di un vaccino e continuare a sostenere i cittadini e le imprese che lottano per affrontare le conseguenze della pandemia. Hanno anche discusso una serie di altre questioni globali cruciali come la ripresa economica, la riforma dell'OMC, la tassazione dell'economia digitale e come sostenere i paesi a basso reddito.

Dopo i due giorni del vertice, i leader hanno adottato la Dichiarazione di Riyadh del G20 per affrontare le sfide globali comuni.

Su COVID-19, l'UE ha sostenuto una soluzione multilaterale alla pandemia di coronavirus. I leader dell'UE hanno invitato il G20 a sostenere e ad approfondire l'impegno a combattere la crisi COVID-19, in particolare garantendo l'accesso equo e a prezzi accessibili a tutti i cittadini ai prodotti diagnostici, alle terapie e ai vaccini. L'iniziativa "Access to COVID-19 Tools Accelerator" (ACT-A) e la sua struttura COVAX sono gli strumenti principali per farlo.

Per quanto riguarda il cambiamento climatico, il vertice ha concordato un paragrafo unificato nella Dichiarazione di Riyadh del G20, dopo tre vertici consecutivi del G20 in cui non è stato possibile raggiungere tale consenso. I leader dell'UE hanno esortato tutti i membri del G20 a lavorare per la piena ed effettiva attuazione dell'accordo di Parigi. L'UE ha anche promosso una ripresa basata su una crescita verde, inclusiva, sostenibile, resiliente e digitale in linea con l'Agenda 2030 e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per quanto riguarda la riduzione del debito per i Paesi più fragili, i leader hanno riconfermato il loro sostegno attraverso l'Iniziativa di sospensione del servizio del debito del G20 che fornirà la riduzione del debito e risorse gratuite per combattere la pandemia. Si sono impegnati ad attuare la Debt Service Suspension Initiative (DSSI), compresa la sua estensione fino al giugno 2021. I leader dell'UE hanno sottolineato che potrebbero essere necessari ulteriori passi avanti e il Vertice ha approvato un quadro multilaterale comune per ulteriori trattamenti del debito.

Per quanto riguarda il commercio e la tassazione dell'economia digitale, i leader hanno ricordato il loro sostegno al processo di riforma dell'OMC in vista della 12a Conferenza ministeriale dell'OMC e hanno riconosciuto il contributo dell'Iniziativa di Riyadh sul futuro dell'OMC. Hanno inoltre convenuto di sforzarsi di trovare una soluzione consensuale per un sistema fiscale internazionale equo, sostenibile e moderno a livello globale entro la metà del 2021, basato sul lavoro in corso dell'OCSE.

 

“Con gli occhi delle bambine”: Atlante dell’infanzia...

Il 20 novembre di ogni anno si celebra La Giornata Mondiale dei diritti dei bambini. Questa data coincide con il giorno in cui l’Assemblea generale ONU adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, nel 1959, e la Convenzione sui diritti del fanciullo, nel 1989.

Per questa occasione, l’Organizzazione internazionale Save the Children ha pubblicato il nuovo Atlante dell’infanzia a rischio “Con gli occhi delle bambine”, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione.
L’Atlante apre una finestra sulla condizione dell’infanzia in Italia, restituendoci una fotografia fatta di povertà minorile e disuguaglianze educative, da nord a sud e propone un approfondimento sulla condizione di bambine e ragazze, evidenziando per loro un futuro post pandemia a rischio. Un Paese non “a misura di bambino”, quello che si è trovato ad affrontare l’emergenza Covid-19, ma ancor meno un Paese “a misura di bambine”. Bambine e ragazze che in Italia pagano sulla loro pelle disuguaglianze di genere sistematiche e ben radicate nella nostra società, che si formano già nella prima infanzia, che le lasciano indietro rispetto ai coetanei maschi e che, con la pandemia, sono deflagrate. 

Circa 1 milione e 140 mila ragazze tra i 15 e i 29 anni rischiano, entro la fine dell’anno, di ritrovarsi nella condizione di non studiare, non lavorare e non essere inserite in alcun percorso di formazione, rinunciando così ad aspirazioni e a progetti per il proprio futuro. Un limbo in cui già oggi è intrappolata 1 ragazza su 4, con picchi che si avvicinano al 40% in Sicilia e in Calabria, e che vede percentuali più alte per le ragazze anche nei territori più virtuosi, come il Trentino Alto Adige, dove a fronte del 7,7% dei ragazzi, le ragazze Neet sono quasi il doppio (14,6%).

L’istruzione resta un fattore “protettivo” per il futuro delle ragazze, una percezione che spinge a studiare fino ad ottenere una laurea un terzo delle giovani, a fronte di solo un quinto dei giovani maschi, uno dei gap più ampi d’Europa: tra le 30-34enni il 34% è laureata, mentre tra i 30-34enni maschi lo è solo il 22%. 

Ma impegno, tenacia e dedizione allo studio sembrano non bastare: nonostante i migliori risultati durante il loro percorso, gli ostacoli e gli svantaggi attendono le giovani al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro. In generale, infatti, il nostro Paese detiene uno dei tassi di occupazione femminile più bassi in Europa. Nel 2019, il tasso di occupazione delle giovani laureate tra i 30 e i 34 anni era del 76% contro l’83,4% dei maschi, mentre tra le giovani diplomate senza la laurea le occupate erano solo il 56,7% a fronte dell’80,9% dei coetanei maschi. Senza un diploma di scuola superiore, le occupate sono un esiguo 36,3%, a fronte del 70,7% dei coetanei maschi. 

Persino nel mondo accademico, i divari di genere sono ancora forti: basti pensare che nel 2018 le donne rappresentavano il 55,4% degli iscritti ai corsi di laurea, il 57,1% dei laureati, il 50,5% dei dottori di ricerca. Ma pur essendo maggioranza nei percorsi di formazione universitaria, restano delle Cenerentole nella carriera accademica, sin quasi a scomparire ai vertici.